Yucatan con bambini

Siamo appena rientrati da un viaggio nella Penisola dello Yucatan con i bambini e ci è piaciuto parecchio. Siamo pieni di entusiasmo e vogliamo trasmettervi le nostre emozioni e consigli. Io e il mio omone eravamo già stati qui nel 2003 con lo zaino in spalla muovendosi con i mezzi pubblici. A distanza di 16 anni e con 2 bambini siamo tornati a curiosare in questa splendida terra. Abbiamo scelto una sistemazione più comoda e protetta cercando di vedere le più belle rovine della splendida città Maya.

COSA CI E’ PIACIUTO MOLTO

Passeggiare tra i vari mercatini alla ricerca di qualcosa da portare a casa. Colori, profumi, vestiti ricamati, personaggi travestiti in cerca di foto ci hanno accompagnato tutto il viaggio.

Vedere i boys giocare come Robinson Crusoe sulla spiaggia. Hanno spaccato un sacco di cocchi, costruito capanne, raccolte conchiglie e coralli di ogni tipo. Vederli sorpresi a osservare i pellicani o le fregate che sorvolavano poco sopra di noi, intenti a catturare il loro pranzo sono stati una bella emozione. Bravi boys!

Nuotare nel Cenote e fare un tuffo dove l’acqua è più blu. Questa grotta naturale ci ha accolto con piante esotiche e pesci di vario tipo. Tra una cascata e l’altra ci siamo tuffati in questa meravigliosa acqua profonda 40 metri.

Ammirare El Castillo di Chichen Itza dove è inciso il calendario maya che rappresenta una specie di orologio astronomico. I nostri amici Maya erano dei grandi scienziati e ingegneri (a breve un post solo su Chichen Itza. Se lo merita!).

Flora e Fauna. Lo Yucatan ci ha regalato meravigliosi coralli e conchiglie, cocchi, pellicani, fregate e fenicotteri che venivano ogni giorno a trovarci in spiaggia. E’ il paese ideale per fare bird watching perché ci sono più di 500 specie diverse di uccelli.

Il sito di COBA e TULUM

COBA è un grande sito archeologico immerso nella giungla messicana. Dista circa 40 km da Tulum e 90 km da Chichen-Itza. In passato la città era immensa e si estendeva fino a 80 km quadrati. A oggi è possibile visitare 3 gruppi di edifici costruiti dai Maya. Per chi vuole, può affittare una bici o farsi trasportare dai risciò trainati dai messicani. Noi abbiamo preferito camminare lungo le stradine bianche per ammirare la fitta vegetazione e sperare di vedere qualche scimmia (che non abbiamo visto!). Il percorso visitabile è un pò più di 2 km e nonostante il grande caldo l’abbiamo fatto a piedi (boys compresi).

Tra i monumenti c’è il Gruppo Cobà, di cui risalta il Templo de las Iglesias, ossia La Chiesa, una piramide alta 25 metri a nove livelli, insieme al primo campo di gioco della pelota.  La particolarità di questo gioco è il campo con mura oblique in cui i Maya giocavano al famoso gioco della Pelota: un gioco che facevano con una palla di gomma costruita da loro che dovevano colpire con il corpo, senza usare mani e piedi. Abbiamo visto anche El Grupo de las Pinturas, tempio con tracce di pitture murali sulla porta.

Ma l’attrazione più importante è Nohoch Mul (grande collina), con la sua piramide di 42 metri che domina tutta l’area sottostante. A differenza di Chichen Itza la piramide è molto più segnata dal tempo e ha più il sapore di “rovina”. Questa è l’unica piramide Maya ancora scalabile, quindi è stato meglio approfittarne! I gradini sono tanti (120) e ancora più complicati da scendere perché scivolosissimi ma ne vale davvero la pena. I boys sono rimasti giù mentre io e il mio omone siamo saliti e la vista da lassù è spettacolare. Questo immenso mare verde, in contrasto con il cielo, è davvero spettacolare.

TULUM è l’unico sito Maya che si affaccia sul mar dei Caraibi. Le rovine di Tulum sono un posto magnifico. Nella parte superiore c’è appunto il sito archeologico, molto bello e ben curato. Poi c’è una grande scala di legno che vi porta alla spiaggia che però era rovinata dalle alghe. In questo sito abbiamo visto El Castillo che è l’edificio più alto dell’intero insediamento e anche il più spettacolare perché adagiato sulla parte più esterna della scogliera che circonda il sito. Non è ben chiaro se fosse utilizzato come torre d’osservazione, tempio per le cerimonie o come faro. Ma proprio per questa sua posizione dominante forse svolgeva la funzione di faro per le navi e la spiaggia era utilizzata per gli scambi commerciali: Tulum era stato, infatti, uno dei porti più fiorenti di tutta la Penisola dello Yucatán fino alla conquista spagnola.

Abbiamo visto anche il Tempio del Dio Discendente (pare che sia scolpita la figura di un dio a testa in giù) e il Tempio del Dio del Vento dedicato al dio del vento, ossia il dio Kukulcan, la divinità più famosa della religione Maya.

Invece che guardare le rovine i boys erano occupati con i loro nuovi amici. Qui vive una grande colonia di iguane e noi ne abbiamo contato più di 50!
A Tulum è possibile dormire sulla spiaggia nelle cabanas. Se i vostri figli sono abbastanza grandi perché non provare una o due notti? Nel 2003 io e il mio omone abbiamo dormito ed è stata un’esperienza super. Assolutamente da fare!

COSA NON CI E’ PIACIUTO

Prezzo dei taxi locali. Se alloggiate sulla Riviera Maya (Cancun, Playa del Carmen, Tulum) usate il servizio di trasporto “collectivo” e non usate i taxi parcheggiati fuori dall’hotel. La differenza di prezzo è esorbitante! I collectivos sono dei furgoncini gestiti e pilotati da messicani i quali, con pochissimi pesos, ti possono portare dappertutto. E passano ogni cinque minuti sulla Carrettera. Più frequentemente che in Italia!

Alghe sulla Riviera Maya. La forte presenza di alghe ormai dura da parecchi anni ed è dovuta all’aumento della temperatura del mare e al suo inquinamento. Nonostante la presenza degli operai messicani che fin dalle prime ore dell’alba cercano di rimuovere le alghe, la loro quantità è incontrollabile e l’odore della loro putrefazione è intenso. Nei rari momenti in cui le alghe non ci sono, il mare è splendido.

Noi comunque ci siamo divertiti parecchio e la vacanza è stata splendida. Lo Yucatan è un paese bellissimo con un’infinità di cose da fare e posti da vedere. I boys sono stati curiosi dall’inizio alla fine sgranando i loro grandi occhi di fronte a tanta bellezza.

Grazie per aver letto fin qui.

A presto

Francesca

Io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. La gran cosa è muoversi, sentire più acutamente il prurito della nostra vita, scendere da questo letto di piume della civiltà e sentirsi sotto i piedi il granito del globo.
(Robert Louis Stevenson)

4 Commenti

  1. Che viaggio straordinario… Ci sono cose meravigliose sia dal punto di vista naturale che storico, ma sarà deformazione professionale, io ho subito pensato a quanto devono essere belli i mercatini!

    • E’ il posto per te. Ci sono tanti mercatini, sopratutto fuori dalle rotte turistiche dove puoi comprare anche le tipiche stoffe piene di colori che poi potresti usare per le tue creazioni. Grazie

  2. Siamo stati in Messico per il nostro viaggio di nozze e questo tuo post mi ha fatto venire voglia di tornarci un giorno… magari con il nostro boy!

    • Si Claudia, assolutamente da rifare. Animali, frutti, rovine, cenote, isole, riserve e molto altro: il tuo boy ha tante cose da vedere. Grazie!

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*