La mia paura di volare

Davanti ad una tazza di caffè fumante chiacchierando con la mia amica psicologa, siamo finite a parlare del viaggio inteso come terapia. Tra una chiacchera e l’altra in parte seria, la mia amica mi ha domandato:

Ma come fai a volare così spesso se hai paura dell’aereo?

Per prima cosa avrei da obiettare sull’uso dell’avverbio “spesso”. Cosa s’intende per spesso? Quest’anno ho preso 6 aerei, che divisi per 8 mesi (tra gennaio e agosto) non mi sembra un gran numero. A parte la questione della quantità, alla domanda posta ho semplicemente risposto:

Non ho paura di volare. Ho il TERRORE di volare.

Inizio a non dormire un paio di giorni prima della partenza. Nel momento in cui varco l’aeroporto, mi si scatenano mal di testa e mal di stomaco. Comincio con le solite domande, giusto per tranquillizzarmi un po’: Quanti anni ha il pilota? Da quanto tempo vola? Quando è stata l’ultima volta che quest’aeromobile è stato revisionato? Ci sarà sufficiente carburante? Come mai le hostess hanno facce così tristi?

Rifletto in silenzio e tengo tutto per me. Il mio omone è abituato per cui non chiede niente. Poi faccio subentrare la razionalità pensando alle statistiche degli incidenti aerei a fronte di quelli in auto e mi tranquillizzo. Evviva! Non voglio influenzare i miei figli per cui patisco in silenzio. Ma perché volo se ho paura? Io volo perché voglio vedere posti nuovi e finché la voglia di viaggiare è più grande della paura, continuerò a farlo.

Non voglio che la paura vinca su di me, per cui continuo a essere terrorizzata ma volo. In aereo non riesco a mangiare, né bere e non mi alzo mai. Insomma, le mie funzioni vitali si fermano. Ma va bene così. Non voglio ricorrere a nessuna pasticca miracolosa, anche se naturale. Chiunque mi ha consigliato il suo metodo infallibile per non accorgersi di niente ma non sono interessata. Voglio essere vigile perché ho due figli che mi riempiono di domande ed io voglio essere in grado di rispondere alle loro curiosità. Ho solo bisogno che qualcuno mi tenga la mano, almeno durante le fasi di decollo e atterraggio. Lo scorso febbraio sono volata a Barcellona per il weekend con la mia collega e non avendo il posto assegnato, mi è capitato accanto un signore che ha iniziato a russare appena seduto. Ecco, in questi casi, non me la sono sentita di afferrare la sua mano per tranquillizzarmi. Sono riuscita a volare senza il contatto fisico con alcun essere umano. Ho vinto!

Volare è la mia terapia. Se smetto di volare, la paura ha preso il sopravvento sulla mia vita. Io non voglio questo. Sono convinta che il viaggio allarghi la mente, apra nuovi orizzonti, trasmetta sensazioni di benessere e ci faccia conoscere la nostra parte interiore. Potrei anche non volare, ma mi perderei una gran fetta di mondo che invece voglio scoprire.

Appena atterrata, sono di nuovo IO. Il pericolo è passato e sono pronta per pensare solo al nuovo viaggio. E durante la nuova avventura cerco di:

ESSERE PRESENTE: Godiamoci ogni singolo istante e buttiamoci in quest’avventura con leggerezza e positività. Se abbiamo deciso di intraprendere questo cammino, approfittiamo di questi momenti. Il viaggio rappresenta sempre un cambiamento e rendiamolo un’opportunità frizzante per accoglierlo.

ESSERE POSITIVA E APERTA MENTALMENTE. Abbiamo speso dei soldi per essere lì. Non creiamo una barriera verso ciò che è diverso da noi. Apriamo il nostro gusto a nuovi sapori, la nostra mente a nuove riflessioni, i nostri occhi a nuovi panorami, i nostri orecchi a nuovi suoni e linguaggi. Facciamo il pieno di energia e non ci facciamo spaventare dalle novità.

SCRIVERE UN DIARIO DELLE EMOZIONI PROVATE. Sia positive che negative. Ci sono stati momenti in cui mi sono annoiata? Ho incontrato persone che mi hanno trasmesso qualcosa d’importante? Il mio corpo ha tratto benefici dalla nuova atmosfera? Annotare tutto fa lavorare la nostra mente e soprattutto ci fa ripercorrere tutti gli eventi evidenziando lati che inizialmente avevamo trascurato.

Una volta tornata a casa (dopo aver ripreso l’aereo. AIUTO!) ripenso alle mie paure iniziali, alla mia ansia ingiustificata, ai limiti che ho superato e i traguardi raggiunti. Sorrido al fatto che ancora dopo tantissimi aerei, soprattutto prima dei boys, io sia ancora così paurosa e paralizzata dal disastro che potrebbe capitare. Pazienza!

E ora sono di nuovo alle prese con la programmazione dei nostri nuovi viaggi: un week end il mese fuori di casa, il Ponte dell’1 novembre (sono molto in ritardo), le vacanze di Natale e quelle di Pasqua (per chi non lo sapesse, è il 12 aprile 2020).

C’è qualcuno che ha paura di volare? Cosa fate per combatterla? Fammelo sapere nei commenti! Grazie!

Buon volo e buon viaggio a tutti!

A presto

Francesca

Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare. (Leonardo da Vinci)

2 Commenti

    • Ciao Beatrice, soffro in silenzio. Non posso fermarmi perchè ho troppo mondo ancora da vedere. Resisto! Grazie di essere passata

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