Sono orgogliosa di essere una donna ordinaria

Due anni fa scrivevo questo post per il sito 40spesibene dedicato alle ragazze mamme, mogli, lavoratrici over 40. E’ un post che mi ha portato fortuna! Troverai il motivo in fondo!

Buona lettura

Il mio nome è Francesca e sono un’impiegata commerciale full time. Sono la moglie di un fantastico omone che mi sta felicemente accanto da ventisei anni, sono mamma di due maschietti, faccio la donna delle pulizie in una casa molto sporca e disordinata (la mia!) e nel tempo rimasto cerco di tenere le necessarie pubbliche relazioni per non trasformarci in una famiglia di alieni asociali.

Sono stata definita una donna ordinaria e poiché non mi era chiaro il significato, ho voluto controllare sul dizionario. Essere ordinario significa quantitativamente o qualitativamente contenuto nei limiti della norma e della regolarità, quindi comune, consueto, banale.

Non mi sembra un complimento ma forse chi me l’ha rivolto voleva solo scuotermi e farmi rendere conto che non faccio niente di eccezionale.
Non mi ritengo banale poiché credo di affrontare la vita con molta fantasia e originalità.

Sono una donna “comune” nel senso che svolgo i mille compiti quotidiani di qualsiasi altra donna mamma lavoratrice. In questo caso non faccio niente di eccezionale.

A conferma di questo ogni tanto provo a lamentarmi con il mio babbo dicendogli che sono un po’ stanca e che è veramente difficile tenere tutto in equilibrio contando solo sulle mie forze, su quelle del mio omone e da pochissimo tempo anche su quelle della nuova baby sitter. Il mio babbo, educato alla disciplina militare e al duro lavoro, mi risponde sempre che faccio tutto quello che fanno le donne normali con un lavoro e con dei figli.

Senza alcuna presunzione ma solo per cibare il mio ego che ogni tanto vuole un po’ di coccole, inizio a fare il pericoloso giochino dei paragoni. Mi piace osservare alcune mamme che, pur potendo contare sul prezioso aiuto dei nonni, o su impieghi part time (il mio sogno!) continuano a lamentarsi di non trovare tempo per fare le cose che vorrebbero. Io le ascolto attentamente, osservo ogni dettaglio e continuo a pensare che ognuno ha il suo vissuto, il suo percorso e le sue difficoltà quotidiane, piccole e grandi. Il mio suggerimento è sempre quello di ricavarsi un po’ di tempo per noi, di fare, di agire e di seguire le proprie passioni coltivandole con entusiasmo.

Se anche voi siete delle fan sfegatate di Grey’s Anatomy, questo post vi ha sicuramente fatto ricordare la fantastica scena in cui la Dott.ssa Ellis Grey dice alla figlia Meredith:

Ellis:” […] immagina la mia delusione quando dopo cinque anni mi sveglio e scopro che sei a malapena una persona ordinaria!! Che cosa ti è successo?”

Come donna ordinaria, che lavora con impegno e costanza ininterrottamente da ventuno anni, cerco di vivere ogni giorno con grande leggerezza e positività. Con un po’ di presunzione mi piace pensare che i miei quarantacinque anni siano stati spesi bene.

Mi sveglio la mattina molto presto e il primo gesto che compio è di allungare il braccio verso sinistra dove dorme il mio omone tirando un sospiro di sollievo nel vedere che è sempre accanto a me.

Poi inizio a sbrigare le faccende domestiche. Mi piace pulire casa nel silenzio delle sei di mattina. Spesso cucino, preparo tutto per gli ometti, verifico gli impegni della giornata, mi preparo con cura e poi corro a svolgere un lavoro ordinario.

In pausa pranzo, mi dedico ai tanti chili in più che morbidamente sono adagiati sui miei fianchi e glutei per cui corro e cammino, fortunatamente in compagnia di una coetanea molto simpatica e divertente.

Si ritorna al lavoro e poi via a casa a liberare la mia Mary Poppins che nel frattempo ha recuperato i miei ometti e li ha riportati a casa.

A questo punto iniziano i giochi: partite di calcio (impossibile evitarle con tre uomini in casa – per fortuna faccio il portiere!), carte, giochi in scatola e Lego. Poi finalmente cena, un po’ di cartoni animati (niente a che vedere con i nostri cartoni degli anni 80 Lupin, Candy, Mazinga Z, Lamù, Goldrake) e per finire un po’ di programmi per quarantenni con cui termino la mia giornata da donna ordinaria!

Quindichi mi ha definito ordinaria ha ragione se voleva evidenziare una donna che tenta ogni giorno di fare l’equilibrista tra lavoro, famiglia, casa e hobby.

Condivido meno l’aggettivo banale che io utilizzerei per descrivere una persona abitudinaria e poco reattiva. Credo che ogni donna, anche se ordinaria e anche se non fa niente di straordinario, sia unica e originale.

E voi che donne siete?

A presto!
Francesca

 

P.S. Ti stai chiedendo perché questo post mi ha portato fortuna?

Al lavoro mi hanno concesso il part time. Esco alle 15.30 e volo a prendere i miei boys. Wow!

Per la cronaca, non ho più 45 anni ma 47!

13 Commenti

    • E’ vero Cristina. Non siamo donne, siamo dei muli che lavorano tutto il giorno…a testa alta facendone diecimila (e alcune anche parecchio bene!)

    • ciao Priscilla ma grazie! Sono proprio convinta che ci dovrebbero essere più donne ordinarie come noi, con tanto senso pratico e che riescono a tenere tuto in equilibrio! Grazie di essere passata

  1. È sempre bello leggere esperienze e riflessioni di questo tipo. Mi hai fatto tornare in mente la differenza tra denotazione e connotazione che la mia prof di semiotica chiedeva spesso agli esami. A dover rispondere ora, potrei usare come esempio “donna ordinaria”.

    • ciao Francesca, anche io ricordo spesso i miei prof che mi hanno insegnato a riflettere. Durante il liceo non davo importanza alle riflessioni che mi inducevano a fare. Oggi li ringrazio per avermi insegnato ad analizzare e capire l’importanza delle parole (ho studiato filosofia). Grazie di essere passata

  2. Non, non credo che avesse voluto farti un complimento… Ma tu l’hai girata bene, ricorrendo a un po’ di introspezione. Io risponderei anche che persone ordinarie non ne esistono: tutti siamo, chi in un modo chi nell’altro, esseri straordinari, nel senso che abbiamo caratteristiche, particolarità, storie ed esperienze che fanno di noi entità uniche e irripetibili. E noi donne ancora di più 😉

    • Ciao Rossella, quest’affermazione mi ha fatto riflettere e ogni tanto torna a galla. E’ vero che ognuno di noi è straordinario a suo modo. Noi donne ancora di più! Tenere tutto in equilibrio non è facile. Anzi a volte dobbiamo sfoderare trucchi di magia. Grazie di essere passata

  3. Non siamo ordinarie, ma magari facciamo cose ordinarie. Siamo invece straordinarie perché riusciamo a sorridere e trovare entusiasmo per la vita nonostante facciamo tante cose ordinarie!
    Mi sono guardata tutta la serie di Grey’s Anatomy proprio quest’anno!
    Sono contenta che tu abbia avuto il partime…credo che per una mamma sia il giusto compromesso.

    • Avere il part time è stato un bel traguardo, che mi permette di stare con i bambini visto che non ho alcun aiuto. Diciamo che facciamo cose straordinarie per mantenere tutto in equilibrio e cercare di essere felici nella quotidianità. Grazie di essere passata

  4. Sai cosa penso? In questi giorni un politico italiano si è permesso di offendere le massaie per giustificare un suo errore… Io non trovo niente di più sbagliato che offendere, banalizzando la quotidianità. Occupandomi di storia delle donne trovo storie straordinarie tra ‘le donne normali’ le invenzioni piu straordinarie le hanno fatte madri di famiglia come i tergicristalli o i pannolini. Non c è nulla di più straordinario che la normalità. Un caro saluto, Silvia.

    • Ciao Silvia, hai proprio ragione. Che bello occuparsi della storia delle donne e di tutte le cose che ogni giorno fanno. Sono veramente orgogliosa di essere una donna normale e ordinaria, che lavora, che ha due figli e che cerca di viaggiare appena possibile. Grazie di essere passata

  5. Ciao Rossella, quest’affermazione mi ha fatto riflettere e ogni tanto torna a galla. E’ vero che ognuno di noi è straordinario a suo modo. Noi donne ancora di più! Tenere tutto in equilibrio non è facile. Anzi a volte dobbiamo sfoderare trucchi di magia. Grazie di essere passata

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